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Senigallia - Monumenti

PALAZZETTO BAVIERA

Si affaccia sulla Piazza del Duca, a sinistra di chi guarda la Rocca. Fu eretto per volontà di Giovanni Giacomo Baviera, zio materno e luogotenente di Giovanni della Rovere, contemporaneamente alla Rocca, forse, su progetto di Baccio Pontelli, come suggerisce l'armoniosa proporzione del piccolo cortile. Ma il maggior vanto del Palazzetto è la straordinaria sequenza di stucchi, risalenti al 1590, che ornano le volte di cinque sale. Essi sono opera del celebre plasticatore urbinate Federico Brandani e illustrano episodi tratti dall'Iliade, dalla Genesi, dalla Storia di Roma e le fatiche di Ercole.

Piazza del Duca - Tel. 071-6629266 - Orario: 8,30-12,30 / 15,30-18,00. CHIUSO SABATO E FESTIVI

PALAZZO DEL DUCA E FONTANA DELLE ANATRE

Fronteggiante la Rocca, ricorda nel nome Giudubaldo II della Rovere che a metà del 500, su progetto di Gerolamo Genga lo eresse come dimora di rappresentanza per la corte e per i suoi ospiti illustri. Uno splendido soffitto a cassettoni attribuito a Taddeo Zuccari, impreziosisce la Sala del Trono. Successivamente il palazzo fu ampliato da Francesco Maria II della Rovere, figlio di Guidubaldo e ultimo rappresentante della dinastia, che alterò così la simmetria della facciata. La Piazza, il cui nome si riferisce invece a Giovanni Della Rovere, era adibita a luogo di parate ed esercitazioni militari. Per questo motivo la cosiddetta Fontana delle Anatre è decentrata rispetto alla planimetria. Essa fu edificata nel 1599 per volontà di Francesco Maria II Della Rovere onde celebrare il prosciugamento di insalubri paludi che recavano danno alla pubblica salute.

Piazza del Duca e Fontana delle Anatre - Tel. 071-6629266

PALAZZO MASTAI - MUSEO PIO IX

La famiglia Mastai, originaria di Crema, nel 1579 si trasferì a Senigallia per esercitarvi la mercatura. Acquisito il titolo nobiliare di Conti grazie ad una parentela per matrimonio con la nobile famiglia Ferretti di Ancona, i Mastai vi abitarono fino ai primi del 900. Oggi il Palazzo custodisce preziosi cimeli di Papa Pio IX. Pregevoli il portale stemmato e il Salone di rappresentanza ornato di un ciclo di venti tele a soggetto biblico, opera del pittore senigalliese Giovanni Inastasi (1954-1704).

Via Mastai, 14 - Tel. 071-60649 - Orario: 9,00-12,00 / 16,30-18,00. CHIUSO DOMENICA E FESTIVI

PIAZZA ROMA

Il Seicentesco Palazzo del Governo è attribuito all'Architetto Urbinate Muzio Oddi, lo arricchisce la fontana del Nettuno, che è secondo alcuni reperto archelogico romano; secondo altri, opera di scuola del Gianbologna; per i senigalliesi, infine, il monc' n' piazza. Sul lato sinistro, guardando la fontana, si ammira l'imponente facciata della settecentesca dimora di Giulio Carlo Fagnani, celebre matematico senigalliese.

ROCCA ROVERESCA

La Rocca può essere definita uno straordinario libro di storia: infatti è il risultato della sovrapposizione di strutture difensive succedutesi nei secoli, fin dalle origini della città, in un sito di determinante importanza strategica. All'interno si individuano i tufi della fondazione Romana, in grande evidenza nella parete del cortile a sinistra di chi entra; di fronte all'ingresso invece i resti di una millenaria torre quadrangolare in blocchi calcarei inglobata poi nel 1350 nella Rocchetta di Egidio di Albornoz, a ridosso della quale sorse poi nel 1450 la Rocca di Sigismondo Pandolfo Malatesti, ed infine l'intervento conclusivo del 1480 affidato da Giovanni della Rovere a Baccio Pontelli e Luciano Laurana, gli architetti ducali ma, nella sua millenaria storia, la Rocca arresasi nel 1503 a Cesare Borgia che a Senigallia compì la celebre strage descritta da Nicolò Machiavelli, non fu solo una fortezza bensì anche dimora signorile, sede di una scuola di artiglieria fondata da Guidubaldo della Rovere nel 1533 quindi, estintasi la dinastia ducale, dopo il ritorno della città sotto il dominio della Chiesa nel 1631, fu carcere pontificio ed orfanotrofio. Oggi ospita mostre d'arte e prestigiose manifestazioni culturali.

Piazza del Duca - Tel. 071-63258 - Orario: tutti i giorni 8,30-19,30

CHIESA DELLA CROCE

Progettata dall'architetto ducale Muzio Oddi la chiesa fu consacrata nel 1608 per conto della Confraternita del Sacramento e della Croce attiva nell'assistere i più bisognosi. Presenta all'esterno sobri caratteri di stile tardo rinascimentale, in contrasto con lo sfarzoso interno barocco, caratterizzato da sei altari laterali che fanno da cornice all'autentico gioiello di questo prezioso scrigno: la Pala d'Altare dipinta da Federico Barocci nel 1592, rappresentante La Sepoltura di Cristo, sullo sfondo di un evanescente Palazzo ducale di Urbino, quale omaggio del pittore alla sua città natale. Pregevole il soffitto a cassettoni lignei e l'organo di Pietro Callido del 1792.

Via Gherardi - Tel. 071-64977

FORO ANNONARIO

Armoniosa struttura neoclassica in laterizio, a pianta circolare, è stato progettato nel 1834 dall'architetto senigalliese Pietro Ghinelli. E' caratterizzato da un portico, che accoglie con le sue ventiquattro colonne in stile dorico, il quotidiano, pittoresco mercato di pesce, frutta e verdura. Al centro della piazza le "triccole" con i coloratissimi saporosi prodotti dell'orto; all'ombra del porticato, al riparo dai raggi del sole che la raggiungono solo al tramonto, la pescheria. Attualmente i locali del sottotetto sono stati splendidamente restaurati ed adibiti a sede della Biblioteca e dell'Archivio Comunale.

PORTICI ERCOLANI

Ricordano nel nome il cardinale Giuseppe Ercolani (1677-1759) che li ha progettati alla metà del Settecento per volontà di Papa Benedetto XIV, al secolo prospero Lambertini al fine di ospitare annualmente la celeberrima Fiera Franca in continua espansione. Essi costeggiano la riva destra del Misa con una suggestiva sequenza di centoventisei arcate in pietra d'Istria. Il progetto originario prevedeva il raddoppio della struttura sulla riva sinistra del fiume, a breve distanza del quale si innalza la settecentesca Porta Lambertina, inserita nel perimetro delle mura erette da Guidubaldo II Della Rovere nel 1546. Il quartiere che essi delimitano oltre il fiume conserva ancora nei toponimi viari il ricordo dei mercanti levantini che qui avevano i loro magazzini che che portavano con sé, oltre le merci, anche il nome dei loro paesi di origine; Samo, Smirne, Corfù, Cefalonia, Corinto.

PINACOTECA DIOCESANA DI ARTE SACRA

Dal 16 maggio 1992, la Pinacoteca diocesana d'arte sacra apre all'ammirazione dei visitatori le sue splendide sale che custodiscono prestigiose testimonianze dei secoli dal 1500 al 1800. Il gioiello più prezioso della raccolta è La Madonna del Rosario e San Domenico di Federico Barocci (1535-1612), dipinto tra il 1588 e il 1592 su commissione della Confraternita dell'Assunta e del Rosario per la Chiesa di San Rocco. Vi si ammirano, inoltre, tele di Andrea Lilli, Ercole Ramazzani, del senigalliese Giovanni Inastasi, Lucia Canalini Torelli e preziosi esemplari di suppellettili sacre. Ospita mostre e manifestazioni culturali. In deposito temporaneo, proveniente dalla chiesa di San Medardo di Arcevia, Il battesimo di Cristo di Luca signorelli.

Piazza Garibaldi, 3 - Tel. 071-60498

PIAZZA GARIBALDI (del Duomo)

Come i Portici così anche questa piazza ci rievoca il periodo più splendido della fiera: infatti si colloca al centro dell'ampliazione urbana volutala Papa Lambertini a metà del 700. Le fanno da cornice le pregevoli facciate del Palazzo della Filanda (originariamente Palazzo Lovatelli), porticato nei 4 lati, la Cappella votiva ai Caduti delle due guerre mondiali, l'Auditorium di San Rocco, il Palazzo della dogana, attualmente sede di una scuola, Palazzo Becci, L'Episcopio, la Cattedrale nella cui sacrestia è custodito il Sarcofago di San Gaudenzio. Di autore ignoto, risale al secolo VI. Le figure agli spigoli del coperchio rappresentano i simboli degli Evangelisti: sul lato anteriore si trovano l'angelo di San Matteo ed il leone di San Marco; sul lato posteriore, appena identificabile, a sinistra, l'aquila di San Giovanni, a destra il bue di San Luca l'iscrizione riferisce che Sigismondo, vescovo di Senigallia, nel 590, collocò le miracolose reliquie del Santo (nato ad Efeso e morto a Rimini tra il III e il IV secolo) nel sarcofago, a custodia del quale - secondo la tradizione - la regina longobarda Teodolinda, fece costruire un tempio di cui restano solo poche vestige nella contrada chiamata tuttora San Gaudenzio. Le reliquie furono trafugate nel 1520 e traslate ad Ostra, nella chiesa di San Francesco, ove sono tuttora oggetto di devozione popolare.

AREA ARCHEOLOGICA LA FENICE

Durante i lavori di fondazione del Nuovo Teatro "La Fenice", nel 1989, sono emersi importanti reperti di età romana, successivamente oggetto di sistematiche campagne di scavo. Al centro dell'area si osserva un intersezione tra un cardo (Nord e Sud) e un decumanus (Est e Ovest), appartenenti all'area periferica meridionale dell'antica Sena. La pavimentazione è ben conservata, tanto che sono ancora visibili i solchi delle ruote dei carri che vi hanno transitato. Alla sinistra di chi entra da Viale Leopardi, attraverso un varco aperto nella cortina del pentagono guidubaldino, si individuano le tabernae, la prima delle quali era un termopolium (rivendita di cibi e bevande calde). Sul lato opposto si può vedere incede ciò che resta di un'ampia domus (abitazione signorile) che aveva l'ingresso sul cardo. Sono ancora ben conservati i pavimenti in cocciopesto decorato con tesserine bianche e l'impluvium dell'atrio, pavimentato con mattoncini a spina di pesce. Durante gli scavi sono affiorate 130 fosse ad inumazione di età medievale. Di esse, una è ancora visibile in situ per evedenti scopi didattici.

Viale Leopardi Teatro "La Fenice" - Tel. 071-6629266

CONVENTO DI S. MARIA DELLE GRAZIE

La Chiesa ed il Convento di Santa Maria delle Grazie sorgono su un'amena collina a 2 Km. dalla città. Esse sono dovute all'adempimento di un voto fatto da Giovanni Della Rovere alla Madonna e a San Francesco per ottenere la grazia di un erede maschio. Francesco Maria finalmente nacque il 25 Marzo 1490 giorno dell'Annunciazione, al quale allude anche un piccolo rilievo in pietra sovrastante l'ingresso al cortile. Nel 1491 ebbe inizio l'edificazione del Convento su progetto di Baccio Pontelli. Il complesso monumentale fu portato a compimento dall'ultimo erede della dinastia roveresca nel 1684. Il progetto originario prevedeva due grandi chiostri, ma esso fu successivamente ridotto come si può tuttora vedere. I chiostri attuali conservano le lunette affrescate che illustrano la vita ed i miracoli di San Francesco. Autore ne è Petrus Franciscus Renulfus, pittore di Novara nel 1598. Nell'abside si ammira la Pala d'Altare del Perugino raffigurante la Vergine in Trono ed i Santi. Nella chiesa è stato sepolto nel 1501 Giovanni Della Rovere il cui epitaffio, scolpito in pietra di paragone, si legge ancora sulla parete destra della navata. Attualmente il complesso monumentale ospita un eccellente museo di storia della mezzadria.

Via Grazie - Il Convento ospita il Museo di Storia della Mezzadria "Sergio Anselmi" e le visite si effettuano nel seguente orario: tutte le mattine 8,30 -12,00. CHIUSO IL LUNEDI'

 

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